Si ! ancora nel 2018 si può morire di LAVORO.
È di oggi, infatti, la notizia dell’ennesima tragedia altre 2 morti sul lavoro, “Crotone, crolla muro di contenimento: morti due operai su un cantiere”, salgono così a 153 le morti sui posti di lavoro dall’inizio dell’anno ad oggi.
Una vera emergenza Nazionale che investe tutto il paese da Nord a Sud, e che non risparmia ne genere ne tipologia di lavoro, in Italia dove tutti parlano di sicurezza si continua a morire di LAVORO, e allora, quale sicurezza per i lavoratori?
Da una parte gli inesistenti investimenti in sistemi di prevenzione e in formazione da parte delle aziende, iniziando da quelle più piccole e via via crescendo arrivando a quelle più grandi e i limiti e le connivenze del sistema dei controlli e delle ispezioni, producono ogni anno le cosiddette “morti bianche”, è anche per loro che il sindacato e la sana politica devono esserci varando da una parte leggi e pene più severe e dall’altra esercitando un controllo e una difesa dei diritti dei lavoratori.
Assistiamo in questi giorni inermi al teatrino messo in campo dalla politica vincente per cercare di mettere insieme un governo, totalmente disinteressata da ciò che accade nel nostro paese, non una dichiarazione da nessuno, e le sinistre? Ancora rinchiuse come in una bolla ad interrogarsi su cosa non ha funzionato e il perché della recente sconfitta elettorale, ma intanto si continua a morire di LAVORO.
E allora mi sento ancor più di dire che dobbiamo essere li, vicini a loro ai loro colleghi di lavoro, alle loro famiglie, in modo concreto e visibile, e non solo in maniera “parolacciaia” e ipocrita, rivendicando insieme più tutele e maggior sicurezza perché non è possibile morire di LAVORO in nome del profitto e sulla pelle dei lavoratori.